ROMA — L’economia italiana continua a mostrare segnali di crescita, pur in un contesto internazionale caratterizzato da forti elementi di incertezza.
Secondo i dati dell’Istat, nel secondo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo italiano è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La variazione acquisita del PIL per l’intero 2026 è pari allo 0,8%, al netto degli effetti di calendario.
La domanda interna ha fornito un contributo positivo: rispetto al trimestre precedente, sia i consumi finali nazionali sia gli investimenti fissi lordi sono aumentati dello 0,3%.
Sul quadro economico pesa tuttavia l’andamento dei prezzi.
Ad agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% su base annua, rispetto al 2,9% del mese precedente.
Secondo l’Istat, l’accelerazione è stata determinata soprattutto dall’andamento dei prodotti energetici regolamentati e non regolamentati.
L’inflazione di fondo, calcolata escludendo energia e alimentari non lavorati, è invece scesa leggermente all’1,5%.
Il quadro restituisce quindi l’immagine di un’economia che mantiene una moderata capacità di crescita, ma che deve confrontarsi con il ritorno delle pressioni energetiche e con un contesto internazionale ancora instabile.
Per imprese e famiglie italiane, l’evoluzione dei costi dell’energia e dei tassi d’interesse resterà uno degli elementi centrali da osservare nell’ultima parte dell’anno.